Riserva Naturale Statale del Litorale Romano

( Fonti  parziali dal  - Comune di Roma - Dipartimento Politiche Ambientali e Agricole )


Localizzazione geografica : Il vasto comprensorio denominato Litorale Romano, area di notevole valore archeologico, storico e paesaggistico, situato nel margine sud occidentale del territorio comunale, interessa la XII, XIII e XV Circoscrizione, ed è caratterizzato dalla foce del Tevere e dal lido di Ostia.
L'area individuata nello schema dei Parchi e delle Riserve naturali della Regione Lazio coincide con il territorio perimetrato dal D.M. 28 luglio 1987 n. 428 "Individuazione di zone di importanza naturalistica del litorale Romano" che si estende sull'area del Comune di Fiumicino (ex XIV Circoscrizione del Comune di Roma) per un totale di 18.600 ha circa. Nell'ambito dei confini del Comune di Roma l'area del litorale romano perimetrata è pari a circa 6.200 ha ed è delimitata a nord dal corso del Fiume Tevere, dall'insediamento spontaneo della Piana del Sole, dal raccordo autostradale Roma-Fiumicino fino al ponte della Magliana; ad est dalla via Ostiense, dall'abitato di Vitinia; a sud dalla Cristoforo Colombo fino a via di Acilia, dall'area di 167 di Malafede, da via di Malafede, dalla via del Mare, dall'edificato del Centro Giano e segue l'edificato nord di Acilia, Dragona, Dragoncello, Saline e Ostia Antica; seguendo verso sud via di Castel Fusano, include l'area della "Pineta di Castel Fusano" e costeggiando il margine nord dell'edificato di Ostia Lido giunge alla foce di Fiumara grande.
Superficie : circa ettari 18.600
Ambiente : La morfologia di quest'area compresa tra la linea di costa, il fiume Tevere e le prime alture verso il centro abitato di Roma è in gran parte pianeggiante, solcata dai numerosi canali della bonifica degli inizi del secolo e dai tratti terminali dei fossi di Malafede, Mezzo Cammino, Magliana e Rio Galeria.
Dal punto di vista ambientale l'area è delimitata da una corona naturale di aree verdi costituita dalle aree golenali del Tevere, dalla Pineta di Malafede, dalla tenuta Presidenziale di Castel Porziano, dalla Pineta di Castel Fusano e dalla Pineta di Procoio (Aldobrandini).
L'edificazione intensiva occupa la zona centrale di questa corona, attestandosi sui due assi viari principali costituiti dalla Cristoforo Colombo e dalla via Ostiense - via del Mare; al margine esterno sud occidentale l'abitato di Ostia Lido, punto terminale dei due assi viari citati in precedenza.
L'antica vocazione agricola dell'area caratterizza ancora i territori compresi tra l'edificato di Ostia Antica-Saline-Dragona-Acilia ed il Tevere, nonché le aree comprese tra il Tevere e la ferrovia Roma-Pisa
Fauna caratteristica : Ormai scomparsi i grossi mammiferi dall'area pubblica ( daini e caprioli), e presenti solo nella tenuta presidenziale di Castelporziano, é da rilevare la presenza di numerose specie di uccelli tra le quali parecchie nidificanti;  barbagianni, nibbio bruno,poiana,sparviero tra i rapaci,passeriformi di bosco e di fiume, picidi, ghiandaia.Tra i mammiferi di recente il cinghiale è in fase di espansione, istrice, riccio, scoiattolo, donnola.  Rettili e anfibi.
Flora caratteristica Substrato costituito prevalentemente da depositi fluviali deltizi sottoposti in tempi storici ad una prolungata opera di 'bonifica':sabbie di origine lagunare che formano cordoni dunali paralleli alla linea di costa, intercalati da depositi di materiali più fini ed impermeabili; su tale substrato si sono insediati due tipi di vegetazione: lungo i cordoni dunali, più vicino alla linea di costa, sono presenti la macchia mediterranea costituita da sclerofille sempreverdi ed ascrivibili alle serie dinamiche della macchia-foresta a leccio e sue varianti. in genere, quando non sono distrutte dall'eccessivo calpestio,le dune più recenti sono rese stabili da popolamenti di specie pioniere (agropireto, ammofileto) che colonizzano i depositi sabbiosi fin quasi alla battigia.
Nelle fasce interdunali, più basse e dove i suoli sono più impermeabili, si possono a volte formare delle piccole raccolte di acqua di limitata estensione 'piscine'; in questi ambiti é possibile rilevare la presenza di farnia, farnetto, cerro, olmo, pioppo bianco e frassino. tali popolamenti costituiscono un relitto dei vasti boschi impaludati che un tempo, prima delle bonifiche, ricoprivano le pianure paludose del litorale tirrenico comprese tra il monte Argentario ed il Circeo. Lungo le aree golenali del Tevere nel tratto compreso nell'area in questione si trovano in larga parte   specie annuali, geofite bulbose e rizomatose tra cui il ravanello selvatico: (Raphanus raphanistrum), il papavero comune (Papaver rhoeas) ed il ranuncolo dei campi (Ranunculus arvensis), associate alle colture ceralicole, molto diffuse nei paraggi; nello stesso ambito è ancora possibile saltuariamente osservare qualche residuo di boscaglia meso-igrofila tipica delle sponde fluviali nelle quali dominano salice bianco (Salix alba), pioppo bianco (Populus alba) ed olmo campestre (Ulmus minor).E' infine da rilevare la presenza nell'area di estese pinete di origine artificiale a pino domestico e pino marittimo, che hanno ormai assunto carattere monumentale (Castelfusano). il loro impianto originario risale al XVII secolo ad opera della famiglia Sacchetti.
Emergenze storico culturali : La fondamentale emergenza geografica che caratterizza il "Parco del Litorale" e condiziona l'assetto storico del territorio è determinata dal basso corso del Tevere dal Ponte della Magliana fino alla foce di Fiumara. Sulle opposte sponde del fiume i principali affluenti di destra e di sinistra (Rio Galeria e fosso di Malafede, identificabile con l'antico 'rivus Albanus') non solo individuano le testate terminali dei principali crinali spartiacque che da NW e SE innervano l'intero comparto territoriale, ma essi stessi si propongono quali possibili vie di penetrazione verso le aree interne. Le relative valli difatti offrono naturali e comodi passaggi da un lato verso la zona di Veio, dall'altro verso i Colli Albani. La testata di Monte Cugno, sulla sponda sinistra del fiume, riveste particolare rilevanza in quanto terminale della prima dorsale collinare opposta al Mar Tirreno e del crinale spartiacque che scende dai Colli Albani; la grande valenza territoriale è testimoniata dalla precoce occupazione delle testate terminali ed intermedie che ospitarono i centri di Albalonga (?) , Lavinium (Pratica di Mare), Tellenae (Castel di Decima) e Ficana (Monte Cugno).
Alle occasioni insediative offerte da tale sistema territoriale si devono aggiungere le possibilità legate alla presenza di lagune costiere precocemente sfruttate per la produzione del sale. L'importanza delle saline nel quadro economico di epoca preistorica e protostorica è sottolineata dall'addensarsi di nuclei abitativi a controllo delle vie che assicuravano il transito del prezioso minerale verso l'interno della regione (sistema della via Campana-Portuense sulla sponda destra e sistema Ostiense-Salaria su quella sinistra) e trova eco nella lotta tra Roma e Veio per il controllo degli impianti produttivi come tramandato dall'annalistica antica.
Tale quadro insediativo ha lasciato notevoli relitti archeologici sia nelle frequentazioni preistoriche della zona di Malafede, a testimonianza dell'occupazione dei terrazzi fluviali del rivus Albanus, sia negli abitati protostorici ed arcaici riconosciuti nella zona del Torrino e, soprattutto, di Monte Cugno dove fiorì l'oppido di Ficana conquistato dai Romani già in età regia.
Nell'assetto territoriale, a partire dal periodo repubblicano, assume un peso determinante il castrum di Ostia, sviluppatosi poi fino a raggiungere dignità urbana; in epoca imperiale, inoltre, le strutture portuali alla foce del Tevere, articolate nei bacini di Claudio e di Traiano, danno vita al funzionale abitato di Porto. Negli stessi periodi una nutrita schiera di ville rustiche occupa le alture affacciate alla valle del Tevere (Torrino, Malafede, Mezzocammino, Dragoncello), mentre ville marittime si dispongono sulla duna costiera percorsa dalla via Severiana che assicurava i collegamenti con Ardea ed Antium.
Lo stesso sistema insediativo si ripete in epoca medioevale quando l'esigenza di controllare la foce ed il basso corso del Tevere è risolta con la fortificazione del Borgo di Ostia e con la costruzione, alla foce del fiume, della Tor Boacciana e della Torre di San Michele, mentre una serie di torri di avvistamento vengono distribuite sulle alture dominanti la valle del Tevere.
Probabilmente connessa con l'impaludamento delle zone depresse, comprese tra la duna costiera e le prime dorsali collinari, appare la disposizione insediativa di epoca moderna con l'addensamento di ville e casali da un lato nella zona più vicina a Roma, dall'altro nell'area prossima all'abitato ostiense. Si ricordano la villa della Magliana ed i casali di Tor Carbone, del Merlo e di Ponte Galeria nella zona della via Portuense; i casali di Tor di Valle, di Mezzocammino, di Malafede, di Dragona e di Dragoncello lungo la via Ostiense; il Casale delle Saline e la villa di Castel Fusano presso l'abitato di Ostia. Testimonianza monumentale dei primi tentativi di bonifica è la "Colonia Agricola Ravennate"; mentre un particolare interesse riveste la maglia, integralmente conservata almeno nel tessuto insediativo, dei casali pertinenti alle bonifiche della zona Portuense.

Area Archeologica di Ostia Antica, Area Archeologica di Ficana;Porto di Traiano; Torre San Michele, Torre Boacciana, Castel Fusano, Borgo di Ostia Antica; edificio della Meccanica Romana ( ora ristrutturato a cinema multisala); Casale Infermeria, Casale Dragona,Casale Dragoncello.

Note fotografiche : non esistono appostamenti fotografici. Foto d'ambiente , caccia fotografica vagante.  Notevoli gli spunti fotografici nei siti archeologici dove, purtroppo, esistono divieti all'uso di apparecchi fotografici.