Parco Regionale di Veio 
Localizzazione geografica : Il vasto comprensorio del Parco di Veio, area di elevatissimo valore storico, archeologico e paesaggistico, posta nel settore nord della città e delimitata dalle consolari di via Cassia e di via Flaminia e delimitata dal limite del territorio comunale, insieme al Parco dell'Appia Antica, dell'Aniene e del Tevere rappresenta uno dei quattro cunei di verde di penetrazione previsti dal P.R.G. che da nord a sud si immette fino al centro della città. Nell'ambito dei confini del Comune di Roma esso costituisce solo una parte (circa 6.000 ha) del più ampio Parco di Veio previsto dal Sistema dei Parchi e delle Riserve della Regione Lazio che vede coinvolti oltre al Comune di Roma, i comuni di Formello, Campagnano, Sacrofano, Morlupo e Castelnuovo di Porto.
Superficie : circa ettari 16.000
Ambiente Morfologicamente il comprensorio del parco, delimitato ad est e ad ovest dai crinali percorsi dalle consolari, è costituito da altipiani in tufo utilizzati a coltivazioni agricole, da valloni a volte scoscesi, scavati da fossi, il fosso della Crescenza, il fosso della Valchetta , e quello della Torraccia, che si immettono nel Tevere, e da pendici ricoperte da folti boschi rimasti ancora allo stato naturale, tutti elementi caratteristici della struttura geomorfologica dell'Etruria Meridionale. La morfologia stessa di quest'area, antropizzata fin dai tempi della civiltà etrusca, l'ha preservata probabilmente dalla più massiccia urbanizzazione che ha interessato altre parti del territorio comunale, contribuendo a conservare vaste aree di intenso valore paesaggistico che negli ultimi anni tuttavia sono state sempre più invase da edificazioni sparse, lottizzazioni convenzionate o spesso abusive, e grandi infrastrutture come l'ospedale di S. Andrea e le costruzioni della Telecom. L'edificazione intensiva ha interessato soprattutto le aree a ridosso delle consolari mentre nuclei di edilizia spontanea sono sorti nell'area di Labaro - Prima Porta e lungo la via Sacrofanese e via di Santa Cornelia. 
Fauna caratteristica : Area di notevole valore da un punto di vista faunistico. Tra i mammiferi più interessanti presenti ricordiamo numerosi mustelidi quali la faina (Foina martes), la martora (Martes martes), la donnola (Mustela nivalis) ed il tasso (Meles meles); diffusa è la volpe (Vulpes vulpes) mentre più raro risulta l'istrice (Hystrix cristata).Particolarmente ricca è l'erpetofauna, presenti il biacco (Coluber viridiflavus), la vipera (Vipera aspis), il saettone (Elaphe longissima), il cervone (Elaphe quatorlineata) che giustifica la presenza di numerosi rapaci che nidificano nei costoni tufacei: il nibbio bruno (Milvus migrans), la poiana (Buteo Buteo) osservabile per lo più in zone aperte, lo sparviero (Accipiter nisus) in zone boscate, l'albanella minore (Circus pygargus) che nidifica nelle zone erbose e coltivate, molto comune infine è il gheppio (Falco tinnanculus). Tra gli stringiformi presenti la civetta (Athena noctua), il barbagianni (Tito alba), il gufo comune (Asio otus), l'assiolo (Otus scops), l'allocco (Strix aluco). Particolarmente abbondante in tempi passati la presenza della tartaruga (Testudo graeca). Nelle zone umide albergano il tritone crestato (Triturus cristatus), la rana verde (Rana esculenta), il tritone punteggiato (Triturus vulgaris), la raganella (Hyla arborea), la rana greca (Rana graeca), la rana agile (Rana dalmantina), la biscia dal collare (Natrix natrix), la testuggine d'acqua (Emys orbicularis). Lungo i corsi e negli specchi d'acqua è possibile osservare la gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), il martin pescatore (Alcedo atthis), il pendolino (Remiz pendulinus) e la ballerina gialla (Motacilla cinerea). L'avifauna è particolarmente ricca sia nelle specie stanziali che di passo: tra le prime riscontriamo la taccola (Corvus monedula), la cornacchia grigia (Corvus cornix), la capinera (Motacilla alba); fra le specie di passo: la beccaccia (Scolopax rusticola), l'allodola (Alauda arvensis), l'usignolo (Luscinia megaryncha). Nelle zone boscate si rinvengono, tra gli altri, il torcicollo (Jynx torquilla ), il picchio verde (Picus viridis), il picchio rosso maggiore (Picoides major), il cuculo (Cuculus canorus ) e la tortora (Streptopelia turtur). Numerosi sono i passeriformi notevolmente rappresentati. Presente anche la fauna migratrice.
Flora caratteristica :In relazione alle differenziazioni paesaggistiche dell'area si distinguono spazi naturali-seminaturali e spazi antropici prevalentemente agrari ed urbani dove la vegetazione è spesso caratterizzata da essenze antropiche introdotte a scopo ornamentale . Negli spazi naturali e seminaturali, generalmente presenti dove l'andamento morfologico del suolo non ha favorito l'estendersi delle colture, prevalgono estensioni di macchia mediterranea con fitti strati arborei ed arbustivi . Le diverse tipologie di fitocenosi presenti rispondono alla diversa natura dei suoli, al grado di umidità, alla esposizione, all'andamento morfologico del territorio. Relativamente alle condizioni bioclimatiche in ambiente xerofilo prevalgono boschi, maggiormente localizzati a nord del territorio, caratterizzati da querceti sempreverdi in prevalenza a leccio (Quercus ilex) e sughera (Quercus suber) ed il relativo fitto sottobosco è caratterizzato dalla presenza di cisti, siepi ad erica e corbezzolo, fillirea, mirto e lentisco. Presenti boschi con dominanza di roverella (Quercus pubescens) in ambienti più termofili. In condizioni più mesofile prevalgono boschi misti di querceti caducifoglie a cerro (Quercus cerris) farnia (Quercus robur), acero (Acer campestre). Presenti boschi misti a cerro (Quercus cerris), carpino (Carpinus betulus) e castagno (Castanea sativa). Particolarmente estese le siepi a prugnolo (Prunus spinosa) e biancospino (Crataegus monogyna), le siepi a corniolo (Cornus sanguinea) ed a rovo (Rubus ulmifolius); è presente la ginestra (Spartium junceum); quest' ultima si estende anche in formazioni monofitiche su prati-pascoli su substrato tufaceo. La vegetazione erbacea delle aree a prato e prato-pascolo ha subito la selezione dovuta all'uso del suolo. La vegetazione igrofila dei bacini idrografici e delle rive dei fossi rispecchia le associazioni vegetali tipiche con presenza di pioppi, ontani, salici,olmi, sambuchi. Di notevole entità è la distribuzione di felci di cui sono state riscontrate forme arcaiche relitte. Da segnalare relitti delle antiche foreste "Moesia" ed "Arsia", di epoca etrusco-romana con elementi mesofili come Quercus robur, Carpinus betulus, Corylus avellana. Peculiari anche da un punto di vista floristico le stazioni botaniche presenti nelle gallerie e nei cunicoli tufacei scavati dagli Etruschi con specie rare tra le quali: Gymnogramme Leptophyila , Carex remota, Phytilis scolopendrium, Cardamine amara segnalate dalla Commmissione Straordinaria istituita dalla Regione Lazio per lo studio dei biotopi da proteggere nel Lazio. Nelle aree periurbane ed ai margini dei campi sono presenti nuclei di falsa acacia (Robinia pseudacacia) mentre le aree adiacenti l'urbanizzato e i grandi viali di accesso ai casali ed alle ville sono caratterizzate da essenze di impianto artificiale introdotte in tempi più o meno recenti costituiti principalmente da pini , eucalipti, cedri , oleandri.
Emergenze storico culturali : L'intero settore teritoriale compreso nel Parco Regionale appare dominato dalla presenza dell'abitato antico di Veio e delle necropoli disposte sui vicini pianori tufacei. L'area della città antica risulta ubicata a breve distanza dal crinale spartiacque precocemente occupato dal sistema stradale della via Cassia - Clodia e della via Trionfale. Questo, se pur marginale all'area del parco regionale, rappresenta la più rilevante emergenza morfologica e storica dell'intero comparto territoriale cui fa riscontro, sul versante volto alla valle del Tevere, il sistema della via Flaminia e Tiberina su percorrenze di fondo valle e di controcrinale. Nella stessa direzione dei citati sistemi viari si pone anche l'antico asse stradale della via Veientana ancora perfettamente riconoscibile nel suo percorso punteggiato da presenze monumentali di tumuli e sepolcri antichi. Un ulteriore asse viario antico, trasversale ai precedenti, completa l'innervatura terrioriale congiungendo la zona di Veio ed Isola Farnese alla Domus culta Capracorum presso Santa Cornelia ed alla valle del Tevere. Elementi di grande interesse archeologico nell'area, oltre all'abitato ed alle necropoli di Veio, sono alcune grandi ville di epoca romana fra le quali la notissima Villa di Livia "ad gallinas albas" presso Prima Porta e la Villa di Lucio Vero presso Villa Manzoni sulla Cassia. Ad altre anonime strutture insediative disseminate in diverse zone del Parco si possono aggiungere altri monumenti celebri come il sepolcro dei Nasoni e la tomba Celsa, lungo la via Flaminia, il sepolcro dei Veienti sull'omonima strada, il sepolcro di C. Vibio Mariano sulla via Cassia, da cui discende il locale toponimo di "Tomba di Nerone", l'arco di Malborghetto nell'omonima strada sulla via Flaminia. In epoca medioevale e rinascimentale, oltre alla vetusta domuculta Capracorum , si ricordano gli insediamenti di Isola Farnese, di Torre Vergara, della Crescenza, della Storta e della Giustiniana oltre ad una serie di strutture minori di difesa o di sfruttamento agricolo del territorio (torri, casali, mulini etc.) lungo le principali direttrici viarie già indicate. L'articolazione del territorio riflette ancora il relativo frazionamento in vigne, nella parte più vicina alla città, ed in grandi tenute, nelle zone più periferiche; a queste ultime fanno riferimento ancora gli antichi casali del Fosso, del Pino, dei Tre Archi, di Santa Cornelia, della Vacchereccia, di Buon Ricovero, di Tor Vergara, della Spizzichina, di Ospedaletto Annunziata, della Crescenza, di Monte Oliviero, della Valchetta, di Prima Porta e di Malborghetto.
Note fotografiche : non esistono appostamenti fotografici. Foto d'ambiente , caccia fotografica vagante .Notevoli le possibilità di foto nelle aree archeologiche.